Madonna Miracolosa di Bardolino
Nella piazza principale di Bardolino troviamo l’edicola sacra che custodisce la venerata immagine della Madonna di Bardolino, proprio a breve distanza dal Lago di Garda.Si tratta di dipinto attribuito originariamente a Domenico Brusasorzi (1516-1567), recentemente al Pittore Bardolinese Beniamino Peretti. L’immagine presenta la Vergine che allatta il Bambino.
La Madonna di Bardolino sembra offrire particolare protezione dalle epidemie, come quella di peste del 1630 e di colera del 1836. Nel 1630 la famiglia Gianfilippi volle iniziare con i lavori per trasformare l’edicola in una cappella più ampia e maggiormente curata.
Di fronte all’opposizione del parroco la famiglia si limitò ad abbellirla con marmi, dei nuovi arredi e una grata di ferro. Proprio al saccello il poeta veronese Cesare Betteloni dedicò alcuni dei suoi versi alle preghiere rivolte alla Vergine durante le tempeste sul lago.Il Capitello Mariano insiste sulla facciata dell’antico palazzo dei Firmi, un tempo ” I Signori di Bardolino”.
Il Marchese Filippo Alessandro de’ Gianfilippi dedica alla Madonna una pittura sulla facciata di fronte al proprio antico palazzo (oggi Campostrini) sotto il “porticale” insistente sulla piazza Maggiore.Così tramanda i fatti il prete Agostino Zanella nel suo ATLANTE MARIANO, confermati dagli approfondimenti del Prof. Fabio Gaggia di Garda e tali considerati anche nell’Atlante dei Santuari di Carlo Cipolla, storico Veronese..
Si narra che il Marchese Gianfilippi abbia voluto onorare e ringraziare la Madonna per lo scampato pericolo del figlioletto Felice caduto dalla finestra e rimasto illeso. Nel corso della storia il cinquecentesco affresco vede le tragedie Bardolinesi della peste del 1630 e del colera della prima metà del 1800. Bardolino è decimato, anzi, come descritto è “desertato”. Il nome “slandrona” che ancor oggi, bonariamente, i bardolinesi danno all’attuale centrale Via Palestro fotografa lo stato di massimo degrado del centro cittadino del tempo.
Con queste disgrazie la fede è messa a dura prova e la Madonna diventa un punto devozionale importante tanto da meritarsi il titolo di Santuario. Oltre ai paesani sono coinvolte anche gli abitanti delle contrade ed i centri vicini. Si accendono lumi e portano voti. Accanto all’immagine le donne dei pescatori attendono i propri uomini al ritorno in porto nei momenti di burrasca sul lago. Il Parroco don Domenico Castellani vista tanta “devozione” si oppone ad un proposto e profondo restauro dell’affresco ed alla costruzione di una decorosa cappella nel timore che siano lesi i “diritti parrocchiali”. Probabilmente le elemosine raccolte presso un Santuario hanno una destinazione diversa dalla Parrocchia.
Fino all'inizio dell II^ guerra mondiale una componente della famiglia Costa la sig.ra con soprannome "Tira Para e la figlia Vitti abitanti nei pressi, hanno l' incarico di mantenere acceso un lumino ad olio quale simbolo di fede e fiducia nella Madonna dei pescatori che si procurano un pezzo di pane sul lago.
Il Marchese Gianfilippi si accontenta allora di decorare con marmi e colonnine il primitivo affresco fornendolo di una elegante grata così come oggi appare. Il portico tuttavia nello scorrere del tempo se ha salvato i colori dell’affresco dalle intemperie nulla può fare contro le lingue dei buoi che si gustano il sapore salino del salnitro di cui son ghiotti . Il piano terra del Palazzo Firmi infatti è diventato nel frattempo una cantina di vinificazione. Non ci sono i trattori per il trasporto né i veloci e moderni mezzi automatici. I carri trainati dai buoi sostano nella piazza in estenuante lunga fila d’attesa e le lingue si posano anche sul muro con l'effigie di Maria.
Occorre tornare con la memoria e fantasia al tempo in cui nella Piazza Maggiore circolano ancora le galline ed i soli passanti sono i mattutini pescatori e le contadine con le sporte del latte che portano i frutti della campagna ai paesani. Alla fine del 1800 l’affresco si riduce proprio male ed il nostro Beniamino propone ai Gianfilippi la sua arte. Non solo una volta. Il primo dipinto infatti non gli riesce, non gli piace, e proponendosi di rifarlo lo ridipinge senza spese come preteso dal Gianfilippi.
L'immagine della Madonna ha tanti nomi: La Madonna del Latte, La Madonna del Popolo, La Madonna di Bardolino, La Madonna Miracolosa.
Nel 1927-29, il porticale viene abbattuto per una ristrutturazione urbanistica ed una più ampia visione del lago dal cuore di Bardolino. Il portico può essere abbattuto ma la la Madonna non si tocca. Già nel 1834 il poeta Bardolinese Cesare Betteloni si lamentava del “malgoverno” della venerata immagine. L’augurio è che altri …non deturpino la sacra e cara immagine, tanto nel semplice manufatto quanto nel rispetto dovuto a questo tesoro di storia.

La venerata immagine della Madonna di Bardolino
Piazza Giacomo Matteotti - Bardolino