Le apparizioni della Madonna a Montagnaga di Pinè (TN)

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Tutti i testi sono tratti dal volume di Giovanni Brunelli “La Madonna sulla montagna” ediz. Trento 1950

Presentazione
Vi è sui monti del trentino sull’altopiano di Pinè, un Santuario della Madonna in cui si venera la Vergine di Caravaggio. La creatura privilegiata che vide la Madonna sulla montagna di Pinè fu Domenica Targa, una pia pastora dedita al lavoro, alla preghiera e alla devozione del santo rosario. Domenica Targa, vide Maria 5 volte ufficialmente e chissà quante in segreto.

A Trento, nella biblioteca comunale, si conservano gelosamente i documenti autentici del processo tenuto al Castello del Buon Consiglio dall’Ufficio Spirituale per l’esame dei fatti straordinari avvenuti nel paese di Montagnaga di Pinè.

Da questi manoscritti ho attinto fedelmente, rispetto a quanto narrò Domenica Targa intorno alle apparizioni della Madonna avvenute negli anni 1729 e 1730: ho raccolto la sua voce viva sulle pagine del manoscritto dei processi e l’ho riportata tale quale in questo libro. Anche a Domenica Targa Maria rivelò una verità luminosa e grande che poi sarà dogma di fede.

La Madonna, parlando delle devozioni da praticarsi da chi si sarebbe recato in pellegrinaggio … le disse: ” i miei devoti, partendo dalle loro case verso la Chiesa di S.Anna di Montagnaga, ove desidero essere venerata, recitino il Santo Rosario, e recitino ancora 7 Pater noster, in onore del Sangue versato da mio Figlio, Gesù Benedetto, per la salvezza del mondo, e dicano 12 volte la Salve Regina in memoria delle 12 stelle con le quali fui incoronata nella mia Gloriosissima Assunzione al Cielo. Come a Lourdes la Madonna proclamò la sua Immacolata Concezione, qui sulle montagne trentine Ella proclamò la sua Assunzione e Incoronazione in Cielo”.

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La prima apparizione il 14 maggio 1729, nella campagna del Palustello.
Domenica Targa una giovane pastora di Montagnaga, ardeva dal desiderio di andare in pellegrinaggio il 26 maggio del 1729 a Caravaggio, per onorare l’apparizione di Maria S.S. alla giovane Giannetta Varoli; ma il padre non gli permetteva di andare perché obbligata a gestire i pascoli delle mucche. Mentre era al pascolo e stava pregando il rosario, la pastora sentì un boato e vide un lampo nel cielo; spaventata dal correre del bestiame disse: “Gesù e Maria, aiutatemi”. Subito vide davanti a se una bellissima Signora vestita di bianco che le disse:” Giacchè chiami Gesù e Maria in aiuto, ecco che Gesù e Maria ti vogliono aiutare”.

Poi la Madonna le parlò del desiderio della pastora di andare a Caravaggio e le disse:” Dai retta a me, figliola, ubbidisci a me che ti voglio bene. Invece di recarti a Caravaggio, il 26 maggio recati alla chiesa di S.Anna in Montagnaga… ti assicuro che vedrai cose eccelse e bellissime...vedrai nientemeno che la beatissima Vergine Maria recante in braccio il Bambino Gesù. Ma è necessario che tu abbia fede profonda e obbedisca a me”.
Domenica, tutta tremante rispose:”Chissà, Signora mia, se mio padre mi permetterà di arrivare a Sant’Anna in quel dì e in quell’ora, perché devo portare il bestiame al pascolo, purtroppo”.Slide Volta2
La Madonna le rispose:” Non temere e non dubitare. Ti assicuro io fin d’ora che i tuoi ti permetteranno di andare a S. Anna, perché io stessa provvederò che qualcuno custodisca il tuo bestiame. Tu credi e ubbidisci. Ti dirò ancora, figlia mia, che in quei giorni d’attesa, tu avrai da soffrire dolori cocenti e tentazioni continue. Ma tu sii paziente e forte, lotta e prega e non abbandonare mai il santo rosario. T’assicuro che vincerai.”

La seconda apparizione il 26 maggio 1729, nella Chiesa di Montagnaga.

Nel paese ormai non si parlava che della apparizione avvenuta a Domenica Targa, con persone scettiche e altre convinte dalla specchiata onestà di Domenica Targa. Ma il padre di Domenica, era legato profondamente al lavoro e alla “roba” e poco propenso a credere alla veridicità dell’apparizione. Verso le 12 la moglie gli dice:” oggi si potrebbe governare il bestiame nella stalla

e permettere a nostra figlia di andare in chiesa a Montagnaga, visto che è la festa dell’Ascensione”. Ma il padre rispose:” festa grande o no, il bestiame in questa stagione non ce la fa; bisogna proprio portarlo fuori al pascolo. Dico.. e non c’è festa grande che tenga”.Pine3
Allora madre e fratello di Domenica uscirono dalla cucina rattristati, mentre Domenica smise di mangiare, si alzo e si piantò decisamente davanti al babbo dicendo: “Papà…” Ma non fece tempo a proseguire che il papà le disse:” Ti dico di si, Domenica. Hai capito? Di si… di si…” La ragazza rimase scombussolata. Era preparata a tutto, alla lotta, agli urli, al rifiuto, ma non era preparata a quel si, che aveva del miracoloso. Il padre, con tono un po arrogante, per nascondere la commozione che l’aveva preso disse:” Non avevi un appuntamento per oggi dopopranzo a S. Anna di Montagnaga, un appuntamento con quella signora?”
Domenica chinò lo sguardo e disse:” Si, papà. Grazie. Ma…chi governerà il bestiame?” Il padre rispose:” non pensarci tu e il bestiame verrà portato al pascolo, come sempre… non ci sono forse io? O credi che non mi ricordi più il mestiere che facevo da ragazzo” . L’uomo usci di casa, poi si voltò, guardò la figlia e disse:” Buona fortuna… buona fortuna a te”.

Quando entrò in chiesa Domenica Targa non vide più nessuno, e si che c'era una gran folla: ammalati, ossessi, ciechi e sordi come al tempo di Gesù. La pastora si diresse all'altare della Madonna del Carmine e si prostrò… volgendo lo sguardo smarrito verso il quadro della Beata Vergine di Caravaggio, tirò fuori il Rosario e cominciò a pregare fervorosamente assieme al popolo e al clero che aveva iniziato le sacre funzioni in chiesa.

Si recitò il Rosario, si cantarono le litanie della Madonna e finalmente quelle dei santi, ma ecco quando le voci arrivarono a cantare l'invocazione “omnes sancti martyres”, la pia pastora, sempre fissando la Vergine di Caravaggio, vide tutto a un tratto una grande fiumana di luce entrare per la finestra alta sopra l'altare e udì una musica celeste accompagnare il coro angelico e vide la bellissima Signora che sorridendo se ne veniva nella scia di luce, tutta sfolgorante d'oro.

A quella visione di paradiso Domenica Targa targa non poté fare a meno di mettersi a gridare e cadde su un fianco, e rimase così col viso rivolto verso l'altare, a rimirare la Regina del cielo e della terra che le sorrideva tutta vestita d'oro con il manto trapunto di stelle.

La bella Signora portava in testa un'aurea diadema che la coronava regina, teneva sul braccio sinistro il Bambino Gesù vestito di bianco e le pendeva dalla mano destra alla corona del Rosario. ...Brava figliola, le disse la Signora, sono proprio contenta che tu mi abbia ubbidito venendo qui oggi; come vedi io mantengo la mia promessa. E sorridendo le mostrò il suo Bambino. O come siete bellissima, disse Domenica Targa, e come è tutto bello intorno a voi.

La Signora le sorrise e rispose:” è sicuro poiché sono la Beata Vergine Maria Madre di Dio Regina del cielo e della terra”.

La pastora rimase in estasi a lungo e poi chiese purilmente:” o perché mia signora non mi avete detto questo il 14 maggio là fuori al palustello quando mi siete apparsa la prima volta”.

La Madonna le rispose:” perchè così era la volontà di Dio, che io mi facessi conoscere a te in questo giorno in questa chiesa e non altrimenti figliola mia; anzi ti dirò ancora che tu oggi stesso dovrai annunciare ai sacerdoti la mia comparsa raccontando quello che hai veduto e sentito. E dirai al mio buon popolo che io gli sarò vicina, l'aiuterò e lo libererò dai mali dalle tentazioni e lo guarirò dalle malattie, purché io sia onorata in questa chiesa di Montagnaga e sia festeggiata in questo giorno del 26 maggio con funzioni solenni e pellegrinaggi devoti.
E tornerò qui in questa chiesa di Sant'Anna l'otto settembre di quest'anno a benedire di mia propria mano il quadro nuovo che in quel giorno verrà inaugurato in onore della Madonna di Caravaggio; tu guarda di non mancare, perché vedrai cose di cielo che ti renderanno contenta intanto prega digiuna e sì di buon esempio a chi ti è vicino”. Così dicendo le sorrise dolcemente feci un gesto di benedizione sopra la folla e se ne parti come era venuta.

Fu allora che don Giuseppe Mosèr, uno dei quattro preti incaricati di osservare gli avvenimenti, preso pietà per l'incomoda posizione della ragazza tuttora diversa per terra con le mani e il viso protesi verso l'altare, disse alla ragazza di alzarsi e la sollevò su in ginocchio.altare1Domenica Targa uscita dall'estasi si guardò attorno tutta desolata e si lamentò verso il prete, dicendo:”oh che gran torto mi avete fatto col privarmi di tanta allegrezza e consolazione perché mi pareva di essere in paradiso e vedevo la Beata Vergine Maria, udivo la sua voce parlarmi con tutta bontà come era bella la Madonna tutta vestita d'oro con una corona in testa da regina, tutta splendente di stelle e aveva sul braccio sinistro il suo Bambino Gesù e le pendeva dalla mano destra la corona del Rosario tutta d'oro; come era bella la Madonna Santissima come parlava con bontà ringraziandomi di averla ubbidita a venir qui oggi e comandandomi di palesare i sacerdoti la sua apparizione in questa chiesa. Mi disse ancora di raccomandare a tutti di onorarla in questo luogo su queste montagne e di festeggiare ogni anno questo giorno con pompa e solennità”.altare1

Domenica Targa sorretta dai suoi cari stava per uscire dalla chiesa, quando tutto a un tratto si sentì come impietrire e incapace di muovere le gambe, mentre una forza invisibile la respingeva dentro il tempio; allora la poveretta tutta in lacrime si ricordò del comando avuto dalla Madonna di annunciare al popolo la sua apparizione e presa da sgomento per non averlo fatto prima, si mise a gridare con quanta forza aveva in sé:” O com'era bella la Beatissima Vergine comparsa oggi in questa chiesa, come era bella, com'era bellissima”. Detto ciò la pastora si sentì liberata da un peso che la opprimeva e la forza brutale che la teneva inchiodata al suolo scomparve come lùd'incanto e potè uscire. La folla si riversò tutta sulla piazza e chi piangeva chi si batteva il petto chi lodava il Signore per le cose meravigliose che succedevano, chi seguiva la comitiva di Domenica Targa come in processione verso il Casale dove abitava.

Descrizione delle 5 apparizioni.

 

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