La testimonianza di Bianca Nicoletti, guarita istantaneamente a Ghiaie di Bonate
Bianca Nicoletti, sposata Cignolini, mamma di 2 figli, nata a Muzzana (UD) il 9 luglio 1939, narra la sua guarigione improvvisa dal morbo di Pott (Tubercolosi ossea vertebrale) a 5 anni a Bonate (BG) per intercessione della Madonna il 18 luglio 1944. La protagonista ne ha parlato anche in televisione nel 1994; questa guarigione pare non sia mai stata esaminata (testimoninza pubblicata dalla Rivista “Lampade viventi” del Novembre 1986, direttore Padre Mario Mason, Gesuita).
“ La mia testimonianza vuole essere lode e ringraziamento a Maria Santissima, che ha operato in me una grazia grande, premiando la fede di mia mamma…
A due anni e mezzo circa, venni colpita da una grave malattia, il morbo di Pott, una forma di TBC ossea, a quei tempi pressochè incurabile… nella colonna vertebrale del tratto lombo sacrale, tra la IV e V vertebra, il disco intervertebrale corrispondente era totalmente distrutto ed il processo carioso interessava profondamente i due corpi vertebrali, più quello della V vertebra. Ciò è quanto dichiara un certificato medico rilasciatomi allora e che conservo. Piano piano non camminai più, riducendomi su una carrozzina oppure in braccio ai miei famigliari. I medici dichiararono:” Non c’è più nulla da fare. Se arriverà a 12 anni si potrà tentare un trapianto osseo per sostituire il disco distrutto…
Nel luglio del1944, in pieno tempo di guerra (io avevo 5 anni), giunse la notizia che a Ghiaie di Bonate era apparsa la Madonna che in quel luogo continuava a fare tanti miracoli. Mia mamma non esitò e prese la decisione di andare a Bonate sola con me in braccio e con i mezzi di fortuna che avremmo trovati (siamo in tempo di guerra con frequenti bombardamenti)… La mamma, prima di partire chiese al Parroco di far pregare tutto il paese perché, disse, “devo portare a casa la mia Bianca guarita ” … poi si affidò alla Provvidenza, con la certezza che tutto sarebbe andato per il meglio e che dove non era arrivata la Medicina sarebbe arrivata l’Onnipotenza di Dio…
La fede della mamma era tale che ogni tanto mi diceva:” Bianchina, dobbiamo pregare ancora un po' per poter ricevere la grazia, si vede che non è ancora il momento”. E mi insegnava ad invocare la Madonna così:” Madonnina, fammi guarire” E io ubbidivo.
...Con vari mezzi e anche a tratti a piedi, alla fine arrivammo a Ghiaie di Bonate e il 18 luglio eravamo sul luogo benedetto, dove la Vergine nel mese di Maggio era apparsa 13 volte ad Adelaide Roncalli.
Mi racconta la mamma che ero molto nervosa e piangevo afflitta dalla stanchezza, dal gran caldo e dal male, anche a causa del busto di gesso che portavo, dalle spalle fin sotto il bacino, e che mi costringeva ad una parziale immobilità. Verso mezzogiorno si avvicinarono a noi due crocerossine che chiesero alla mamma che cosa avessi. La mamma raccontò la nostra vicenda ed esse dissero:”Signora, ha provato a mettere in terra la bambina? Forse ha già ricevuto la grazia, ma per timidezza non osa dirle niente”. La mamma rispose:”No, ma non per mancanza di fede, altrimenti non sarei venuta fin qui dal Friuli, ma aspetto che sia la bambina a dirmi “mettimi a terra perché sono guarita”. Le due donne, senza chiedere il permesso della mamma, mi presero e mi misero in piedi a terra, mentre la mamma mi circondava con le braccia le spalle, temendo che cadessi. Poi con sorpresa esclamò:” Ma Bianchina, tu riesci a stare in piedi!” e svenne per l’emozione. Dal canto mio, prima aggiustai le gambine e cercai di muovere i primi passi, barcollai un momento, ma poi mi misi a camminare tra lo stupore di tutti i presenti”...La mamma asserisce che, subito dopo la guarigione il busto di gesso si spezzò…
Ora ho nel cuore due grandi desideri:
1) Innanzitutto rendere testimonianza di questa guarigione che è tuttora valida, dopo ben 42 anni
2) Cooperare alla diffusione del messaggio fondamentale dato dalla Madonna a Bonate: il richiamo alla santità della famiglia.